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Il sintomo vertigine appare estrema-mente frequente nella pratica clinica: dopo il dolore, la vertigine...

RIABILITAZIONE VESTIBOLARE

Il training otticocinetico:
- Ha lo scopo di favorire il compenso vestibolare utilizzando
la stabilizzazione visiva.
- È una tecnica indicata sia nella vertigine con nistagmo spontaneo sia nella oscillopsia.
- È l’unica tecnica riabilitativa fra quelle presentate che richiede una strumentazione dedicata.
Lo stimolo otticocinetico si realizza, infatti, mediante la presentazione sequenziale di bande chiaro-scure in movimento a velocità costante. La stimolazione può interessare parzialmente o interamente il campo visivo.
Lo stimolo otticocinetico dà luogo a ritmici movimenti nistagmici con fase rapida di direzione opposta a quella dello stimolo. Il nistagmo indotto da una stimolazione otticocinetica è detto nistagmo ottico cinetico (NOC).
Il training otticocinetico è una tecnica di riabilitazione individualizzata. Può essere eseguita col paziente in posizione seduta o eretta: nel primo caso viene attivato prevalentemente il compenso oculomotorio, mentre nel secondo caso si ricerca anche un maggior potenziamento del controllo posturale. La direzione e la velocità di stimolo, nonché la durata della singola seduta e dell’intero trattamento verranno definite e modulate non solo per ogni singolo paziente, ma anche secondo l’evoluzione del compenso nel corso del training stesso. La direzione dello stimolo dipenderà da quella del nistagmo spontaneo o latente del paziente o dal tipo di oscillopsia presente. Così la direzione dello stimolo sarà orizzontale se l’oscillopsia si manifesta per rotazioni del capo o con la lettura, mentre sarà verticale se si manifesta con l’uso di ascensori o nel scendere le scale.
Qualora sia presente un nistagmo spontaneo, i migliori risultati sono ottenuti evocando un nistagmo otticocinetico
di direzione opposta. La velocità dello stimolo andrà rapportata con quella della velocità angolare del nistagmo
spontaneo, se presente, cercando di raggiungere l’annullamento del nistagmo stesso, ossia la stabilizzazione oculare. È comunque necessario adattare accuratamente l’intensità dello stimolo ai singoli pazienti, specie di quelli anziani, per evitare senso di malessere con nausea e altri fenomeni neurovegetativi più intensi.
Le sedute hanno una durata che va progressivamente aumentando dai 10 ai 20/30 minuti. La frequenza delle sedute dovrà essere almeno quotidiana.

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